Parco Monte Avic [I] - Viaggio da una Vita

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Ho sempre dichiarato che come prima avventura sportiva di più giorni ci sarebbe stato un giro in bici ma fino ad ora si è realizzata solo la mia incoerenza! Dopo la due giorni sul "Nostro Crinale" fino a Piuzzo e dopo i 6 giorni di Via Francigena, eccomi in Val D'Aosta per una 2 giorni nel Parco del Monte Avic; sicuramente questa è stata la più interessante anche se, complice le scarpe ormai da rottamare, ho accusato la fatica soprattutto nella discesa del ritorno.

Il gruppo è stato il valore aggiunto per passare questo week-end in allegria e lontano dai pensieri quotidiani e dallo stress; pronti via, ecco l'apparente improvvisata camminatrice con borsa frigo a tracolla e tenuta da Torrente Borbera che ha subito suscitato un pò di dubbi nei veterani della Pietra Verde, me compreso; ma nella pausa pranzo, sulle rive del Lago La Selva, eccola tirar fuori un "disco volante" di pane e riempirlo con 2 etti di prosciutto cotto; solo una parola... fenomenale! Mai più alcun dubbio visto che ha fatto anche "l'estensione" fino al Gran Lago a 2500 metri senza alcuna difficoltà e con il passaggio esposto sulla neve.

Dalla pausa pranzo in avanti, la sensazione di paesaggi Canadesi e di essere veramente lontano da tutto si faceva sempre più forte; ovviamente la mia pigrizia ed un pizzico di presunzione mi ha fatto equipaggiare solo con la borraccia della bici ma l'indubbia qualità dell'acqua dei vari ruscelli attraversati mi veniva incontro ed eccomi sempre a "ricaricare".

Arrivati al rifugio, ci siamo sistemati nelle varie camere ed è cominciato il delirio docce essendocene solo una disponibile; purtroppo con qualche zanzara di troppo, alquanto anomale a quelle altitudini, dopo foto di gruppo e birre che andavano e venivano ci siamo spostati a fare qualche ripresa sulla balconata del Lago Bianco; il panorama spaziava dal Monte Cervino al complesso del Monte Rosa; vicino al rifugio è presente anche un binocolo su uno sperone di roccia dal quale è possibile ammirare ancora meglio il crinale che divide l'Italia dalla Svizzera. Per quanto riguarda la cena pensavo ad un qualcosa in stile polenta e cacciagione ma ci siamo accontentati di pasta, minestrone e scaloppine come da accordi col gestore.

Anche dopo cena, convinti che lo sciame di zanzare sparisse, siamo andati ad ammirare il tramonto dal Lago Bianco ma rieccole più agguerrite di prima; giusto due foto e poi rientro al rifugio per sistemarsi nelle camere e provare a dormire per la prima volta in un sacco lenzuolo che mi si attorcigliava per tutta la notte.

La mattina, in attesa degli altri per la colazione, sono uscito a salutare le zanzare che educatamente hanno risposto al saluto e ci hanno poi accompagnato, fortunatamente in numero inferiore, fino al Gran Lago; questa escursione non era in programma per tutti, viste le possibili difficoltà fisiche dovute all'altitudine, e la maggiorparte del gruppo si è quindi fermata tra il Lago Nero ed il Lago Cornuto ad attendere il nostro ritorno; oltre al Lago ci siamo spinti fino al Rifugio della Forestale poco più sopra; tempo di scendere nella piana appena sotto il lago, dove abbiamo lasciato gli zaini, mangiare qualcosa, ed eccoci dopo un oretta di nuovo al Rifugio Barbustel con gli altri pronti per ripartire verso le auto attraverso quella discesa spaccaginocchia dove due volte son pure scivolato ma senza conseguenze. Il tratto del ritorno è stato sicuramente meno panoramico ed emozionante dell'andata, complice anche la fatica e la necessità di dover aspettare il gruppo che accusava stanchezza ma devo dire che in 6 anni di Pietra Verde questa è stata l'uscita più bella.


RICORDI BREVI
:


MEZZO DI TRASPORTO: Auto proprie con la Pietra Verde.

ITINERARIO 1: Covarey - Rifugio Barbustel - Grande Lago - Rifugio Barbustel - Covarey


 
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